Linfoma di Hodgkin

Doppio dimagrimento delle cellule staminali

Eziopatogenesi: gli agenti eziologici dei LNH rimangono ad oggi per gran parte sconosciuti; è comunque possibile ricordare tra i fattori eziologici che possono concorrere alla patogenesi di queste malattie le radiazioni, il benzene e i pesticidi.

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Secondo la classificazione della WHO del è possibile distinguere oltre 40 diversi tipi di linfoma, la cui esatta tipizzazione isto-patologica è fondamentale per il corretto inquadramento clinico e per impostare una terapia idonea. Manifestazioni cliniche: il sintomo più comune dei LNH è il riscontro di una o più tumefazioni linfonodali.

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Nella maggior parte dei casi i LNH aggressivi sono caratterizzati da un esordio brusco caratterizzato da una rapida crescita delle tumefazioni linfonodali, dal coinvolgimento di diverse aree linfonodali e dalla frequente presenza di sintomi sistemici febbre, spossatezza, perdita di peso non attribuibile a una dieta specifica, sudorazioni profuse prevalentemente notturne.

I LNH indolenti sono invece caratterizzati generalmente da un decorso clinico subdolo e sono generalmente asintomatici, presentandosi comunemente con singole o diffuse tumefazioni linfonodali, in assenza di sintomi di rilievo associati. Stadiazione: una volta effettuata la diagnosi, il paziente deve essere sottoposto a differenti esami clinico-strumentali al fine di stabilire lo stadio della malattia cioè la sua estensione e di individuare i fattori prognostici.

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Per tale motivo il paziente sarà sottoposto a: Esami ematici completi, compresi indici di flogosi VES, Proteina C reattiva, beta2-microglobulina, ferritina, funzionalità tiroidea ; Radiografia del torace standard in 2 proiezioni; TC total body con mdc; Tomografia ad emissione di positroni PET ; Biopsia osteomidollare bilaterale per escludere eventuale coinvolgimento del midollo osseo ; Rachicentesi diagnostica solo nei linfomi aggressivi ; Visita ORL; EGDS e colonscopia solo nei casi di LNH extra-nodali.

La lettera S viene usata per indicare il coinvolgimento splenico.

Le piastrine a contatto con il derma liberano una grande quantità di fattori di crescita che stimolano la produzione di collagene e la ricrescita di nuovi capelli. Il PRP viene veicolato nel cuoio capelluto o nella pelle attraverso iniezioni multiple con rilasci di piccole quantità di prodotto in modo da distribuirlo uniformemente su tutta la superficie da trattare. Il trattamento innovativo stimola la rigenerazione cutanea e la ricrescita dei capelli. Le minuscole parti vengono poi reimpiantate nella cute del viso o nel cuoio capelluto attraverso delle micro iniezioni.

In considerazione della notevole eterogeneità clinico-patologica dei LNH di seguito descriveremo brevemente alcuni sottotipi con i relativi trattamenti specifici.

La sede extra-nodale più frequentemente coinvolta alla diagnosi è rappresentata dal sistema gastrointestinale, ma virtualmente tutti gli organi possono essere interessati, compreso il SNC.

Il Rituximab è un anticorpo monoclonale che agisce contro una molecola di superficie espressa dalle cellule neoplastiche e dai linfociti B normali che si chiama CD il suo utilizzo, diffuso da circa 10 anni, ha permesso di ottenere un notevole miglioramento delle risposte cliniche e della sopravvivenza nei pazienti affetti da questa malattia. Nei casi con presentazione clinica particolarmente aggressiva o di coinvolgimento da parte della malattia di particolari sedi extra-nodali es.

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Nei pazienti giovani che doppio dimagrimento delle cellule staminali incontro ad una ricaduta è possibile effettuare una chemio-immunoterapia di seconda linea es. Per i pazienti anziani in recidiva di malattia non è possibile prendere in considerazione alcun approccio trapiantologico ma è possibile effettuare una polichemioterapia di seconda linea.

Le cellule staminali

Il LF presenta delle caratteristiche istologiche peculiari, per il basso indice proliferativo e per la tendenza doppio dimagrimento delle cellule staminali sovvertire la normale architettura del linfonodo formando dei tipici follicoli caratterizzati dalla proliferazione di cellule neoplastiche chiamate centrociti e centroblasti: in base alla modalità di crescita e alle caratteristiche morfologiche delle cellule neoplastiche questi linfomi si dividono in 3 gradi, che riflettono una maggiore o minore aggressività della neoplasia.

Da un punto di vista clinico il LF ha un esordio tipicamente subdolo, asintomatico, presentandosi come una singola o una multipla tumefazione linfonodale in assenza di altri sintomi di rilievo.

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Proprio a causa di questa caratteristica è frequentemente diagnosticato tardivamente in stadio avanzato spesso con coinvolgimento del midollo osseo. Le localizzazioni extra-linfonodali eccetto il midollo osseo non sono frequenti.

Il linfoma di Hodgkin è un tumore maligno del sistema linfatico. Sono composti da diversi tipi di cellule, fra cui la principale prende il nome di linfocita. Con il tempo, tali cellule tumorali possono diffondersi tramite la rete linfatica raggiungendo altri linfonodi oppure possono invadere la circolazione sanguigna venendo trasportate ad altri organi o tessuti. Figura 1: a il sistema linfatico con le principali stazioni linfonodali; b schema della struttura interna di un linfonodo.

Non è raccomandata la profilassi delle localizzazioni del SNC. Per i pazienti anziani in recidiva di malattia non è possibile prendere in considerazione alcun approccio trapiantologico ma è possibile effettuare una polichemioterapia di seconda linea, con possibilità ulteriore di controllo della malattia. Un cenno infine sulla possibilità attuale di monitorare la malattia minima residua mediante la ricerca su sangue midollare della proteina bcl-2 con tecniche di biologia molecolare: molti studi hanno infatti mostrato che la negatività del bcl-2 su sangue midollare è un fattore predittivo di migliore andamento clinico nei paziento con LF.

Alla diagnosi si presenta tipicamente con localizzazioni linfonodali estese, frequente coinvolgimento del midollo osseo con eventuale leucemizzazione periferica e localizzazioni extra-linfonodali, tipicamente cutanee e gastrointestinali. Attualmente non esiste un trattamento standard.

Nei pazienti che presentano una recidiva di malattia dopo trapianto autologo è possibile prendere in considerazione alcuni nuovi farmaci es.

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Bendamustina, Lenalidomide e, in alcuni casi selezionati, il trapianto allogenico di CSE da donatore familiare o da registro. La classificazione WHO ha identificato un elevato numero di istotipi differenti, che presentano caratteristiche cliniche e patologiche diverse tra di loro.

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